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Farmaci contraffatti: business miliardario trainato dal falso Viagra


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Quali sono i farmaci più contraffatti? Quelli per l’impotenza e altre problematiche della sfera sessuale maschile: principalmente viagra e integratori, per intenderci. Secondo l’Agenzia italiana del farmaco, i rimedi farmaceutici più “imitati” rappresentano il 60/70 per cento del totale dei farmaci falsi. Quanto è il totale? Circa 6 milioni e mezzo di pezzi sequestrati in 4 anni (tra fiale, compresse e confezioni varie) a seguito di 18mila controlli. Oltre 200 le persone arrestate e 3.200 quelle denunciate, 2mila segnalate, 4.600 le sanzioni amministrative comminate.
Il mercato nero dei farmaci 
I numeri sono quelli del comando dei Carabinieri per la tutela della salute (reparto speciale dell’Arma, alle dipendenze funzionali del ministero della Salute). Ai quali già si sommano altri 7 mila interventi nel 2018: un vasto mercato nero che alimenta sacche di economia sommersa di tipo criminale. Secondo l’Ocse è un problema rilevantissimo. Nel mercato della contraffazione, il settore è al secondo posto dopo l’abbigliamento. Da un’indagine dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, le perdite ammontano a oltre 8,6 miliardi di euro, che equivalgono all’8% delle vendite dirette. E il conto è miliardario anche per l’Italia. Un quadro allarmante, presentato a Roma dalla Società italiana di Urologia, nella settimana dedicata alla lotta contro la contraffazione.
Cosa contengono le medicine contraffatte 
Per il Consiglio d’Europa il commercio di farmaci contraffatti supera di 25 volte quello delle sostanze stupefacenti. Ma rappresenta anche e soprattutto un problema di salute per coloro che ne fanno uso, affidandosi a canali distributivi non verificati. Nel rapporto “Illicit Trade: Converging Criminal Networks” (2016), condotto dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, risulta che il 32% dei farmaci contraffatti non contiene principi attivi, il 20% ne contiene in quantità non corrette, il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati, il 15,6% ha corrette quantità di principi attivi ma un packaging falso, l’8,5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti.
Questione di salute pubblica 
Il fenomeno preoccupa la Società italiana di Urologia che ha lanciato la campagna “La tua salute vale di +”. Innanzitutto un modo per sensibilizzare i cittadini. Presto sarà distribuito nelle farmacie e nei centri di urologia un opuscolo che contiene un decalogo e informazioni utili, disponibili anche sui social. «Non è una questione meramente economica, ma prevalentemente di salute pubblica» spiega Walter Artibani, segretario generale della Siu. E aggiunge: «Noi medici ancora combattiamo da una parte con l’illusione dei nostri pazienti di poter disporre di farmaci a prezzi sensibilmente più bassi, dall’altra con il loro imbarazzo ad affrontare i problemi della sfera sessuale maschile».
Le attività del Comando tutela della salute dei Carabinieri 
Fondamentali le attività di intelligence, le investigazione e le iniziative di informazione e di formazione svolte dal Comando tutela della salute dei Carabinieri, d’intesa con il ministero, l’Aifa e le associazioni di categoria: «Abbiamo potenziato la nostra struttura di vigilanza e di controllo in materia farmaceutica – spiega il comandante Adelmo Lusi – con la recente istituzione di un nucleo specifico operativo sui nuovi scenari che riguardano tutto il settore, come la vendita on-line di farmaci, la sperimentazione di medicinali, la contraffazione e le distorsioni della filiera».
Contraffazione dei salvavita 
E sul web l’offerta illegale non riguarda solo viagra e integratori, ma anche farmaci molto costosi come i salvavita. «Anche se in Italia le farmacie continuano a svolgere un ruolo importate di presidio per il cittadino e per il Sistema sanitario nazionale – afferma Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi – È importante partecipare ora attivamente allo sviluppo della capacità di autotutela del cittadino dai rischi del web, per renderlo in grado di difendere la propria salute. L’autenticità del farmaco e la sua sicurezza rappresentano la prima garanzia di tutela della collettività sociale».
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