"Facciamo il Punto" a cura dell'avv. Alessandro Gargiulo, Home page

ACCORDI COLLETTIVI AZIENDALI – RECESSO ORALE DELL’AZIENDA


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Libertà di forma per l’accordo collettivo e per gli atti successivi: il recesso unilaterale reso dal datore di lavoro oralmente o per fatti concludenti è valido. Tale principio di libertà della forma si applica anche all’accordo o al contratto collettivo di lavoro di diritto comune, di guisa che essi […] ben possono realizzarsi anche verbalmente o per fatti concludenti; tale libertà della forma dell’accordo o del contratto collettivo di lavoro concerne anche i negozi connessivi, come il recesso unilaterale ex art. 1373, comma 2, c.c.; la parte che eccepisce l’avvenuto recesso unilaterale è onerata ex art. 2697, comma 2, c.c. della prova relativa e, ove alla manifestazione orale segua, su richiesta dell’altro o degli altri contraenti, una dichiarazione scritta del medesimo tenore, è altresì onerata della prova del carattere meramente confermativo – anziché innovativo – di tale successiva dichiarazione.http://www.dirittoegiustizia.it/images/spacer.gif Così la Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con sentenza n. 30264/18, depositata il 22 novembre 2018

La questione decisa in Cassazione sorge dall’opposizione al decreto ingiuntivo svolta dall’azienda rispetto ai premi aziendali definiti a livello di contrattazione aziendale reclamati da alcuni lavoratori. Il datore di lavoro sosteneva che i premi aziendali monitoriamente azionati non erano dovuti, essendo intervenuto il recesso unilaterale dagli accordi aziendali reso oralmente in sede di riunione con le maestranze.
In primo e secondo grado i giudici sostenevano la legittimità del procedimento monitorio e del credito precisando come: l’azienda non aveva fornito prova del recesso dagli accordi integrativi aziendali; l’azienda doveva recedere dagli accordi in forma scritta.
La Suprema corte invece, concentrandosi sul tema della disdetta orale dalla contrattazione integrativa, ha reso chiare indicazioni sul regime probatorio degli atti inerenti alla contrattazione di secondo livello, ribandendo che la libertà di forma della contrattazione collettiva è prevista anche per gli atti solutori come il mutuo dissenso o il recesso unilaterale. In sostanza l’assenza di sanzioni a pena di nullità conferma l’assoluta liceità del recesso orale dagli accordi aziendali integrativi intercorsi con le RSU. 

Coerentemente alla libertà di prova testimoniale prevista sia dall’art. 421, comma 2, c.p.c., per il quale nel processo del lavoro non si applicano i limiti alla prova per testi imposti dagli articoli 2721, 2722 e 2723 c.c., sia dalla riferibilità dei limiti esclusivamente ai contratti e non anche agli atti unilaterali, il datore di lavoro ha piena libertà di recedere dalla contrattazione aziendale mediante comunicazione unilaterale resa oralmente in sede di riunione. 

In quest’ottica, nel caso in cui in sede di riunione con le maestranze, e quindi nel relativo verbale, dovesse esser previsto l’obbligo di comunicare per iscritto la disdetta, essa avrebbe valore meramente confermativo del recesso reso oralmente: in poche parole la libertà di forma della contrattazione di secondo livello domina anche i negozi giuridici sottesi, ivi compreso il recesso delle parti.

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